I
cortisonici costituiscono farmaci di grande efficacia, solidamente
posizionati nel trattamento dei reumatismi infiammatori
dove tuttavia possono trovare impiego solo su indicazione
ben precisata.
L'azione ad essi richiesta nel trattamento delle malattie
reumatiche e' rappresentata da una marcata inibizione del
processo flogistico e da una immuno-soppressione, perche'
essi interferiscono stanzialmente con meccanismi cellulari
e umorali delle reazioni flogistiche. Una indicazione
al trattamento con corticoidi puo' essere posta esclusivamente
in situazioni flogistiche di malattie reumatiche non dominabili
con i FANS utilizzati a dosaggio sufficientemente elevato.
I
corticoidi sono finora insostituibili nel trattamento di
complicazioni o manifestazioni viscerali di connettiviti
e del morbo di Still. Tuttavia anche in presenza di tali
malattie bisogna effettuare un trattamento mirato e, se
possibile, evitare una cura protratta. Per tali indicazioni
terapeutiche nelle malattie reumatiche sono adatti solo
i gluco corticoidi.
Essi
dovrebbero essere somministrati per via orale, per breve
tempo e a basso dosaggio.
Nella
terapia con uno dei numerosissimi farmaci di questo gruppo
disponibili in commercio occorre mettere la massima attenzione
alle dosi equivalenti in riferimanto al prednisone.
Nelle cure prolungate non dovrebbe essere suberata la dose-limite
capace di indurre il Cushing di 7,5 mg di prednisone, o
dose equivalente di altri preparati, giacche' altrimenti
i possibili effetti collaterali aumentano nettamente. L'assunzione
dovrebbe avvenire nelle prime ore del mattino, prima delle
8, per armonizzarsi con il ritmo circadiano della funzione
del corticosurrene (massima attivita' intorno alle 6 del
mattino). La funzione della ghiandola surrenale viene soppressa
in maniera pesante dall'assunzione di preparati ad effetto
protratto come per esempio il desametazone e i preparati-ritardo,
come pure da singole dosi di corticoidi distribuite nell'arco
della giornata. Non dovrebbero percio' trovare impiego preparati-deposito
a somministrazione orale o parenterale. Lo stesso vale per
preparati costituiti da associazioni di corticoidi e FANS,
che vengano assunti distribuiti nella giornata. Non rientrano
in questa esclusione le iniezioni intra-articolari in caso
di sinoviti locali particolarmente accentuate. Sotto trattamento
cortisonico protratto per settimane e mesi la fisiologica
secrezione cortisolica viene estremamente limitata per l'inibizione
della ghiandola surrenale. L'interruzione brusca del trattamento
cortisonico dopo somministrazione prolungata, o la troppo
rapida diminuzione della dose giornaliera, si trova dunque
a dover fare i conti con una sindrome da deprivazione cortisonica
che si spiega con l'assuefazione dell'organismo al medicamento
e con la presenza aggiuntiva di insufficienza cortico-surrenale
( Kaiser 1982).
I
sintomi sono diversi, svariando da uno stato depressivo
all'astenia [perdita di forza di fare] , alla febbre e alla
perdita di appetito, fino a diffusi dolori muscolari che
configurano il cosi' detto pseudo-reumatismo steroideo.
I sintomi della sindrome da deprivazione cortisonica appaiono
immediatamente reversibili mediante corrispondente aumento
dell'apporto di corticoidi.
Una
riduzione della dose in terapia cortisonica di lunga durata
deve percio' avvenire per gradi e lentamente e a seconda
della
dose di partenza e della durata della terapia essere introdotta
nel corso di settimane ed eventualmente di mesi. Dopo lo
sviluppo
di una insufficienza surrenale è indispensabile una
terapia
sostituitiva protratta con corticoidi.
In
situazioni di stress, ad esempio interventi chirurgici e
malattie febbrili, e' poi di vitale necessita' un aumento
del
dosaggio e rispettivamente sostituizione per via endovenosa.
Nelle
pousses flogistiche per esempio di un'artrite reumatoide
si e' dimostrata favorevole la terapia breve intermittente
per
esempio con 5-10 mg di prednisone al giorno somministrati
al
mattino prima delle 8 per circa 5-10(14) giorni.
La
somministrazione a giorni alterni di corticoidi - un giorno
si' e un giorno no - si dimostra considerevolmente meno
incisiva
della somministrazione quotidiana sulla fisiologica secrezione
cortisonica. Purtroppo la somministrazione agiorni alterni
in
attacchi di reumatismi flogistici incontra abitualmente
notevoli
difficolta' perche' nel giorno in cui non si somministra
il
cortisonico le fiammate flogistiche possono riaccendersi
in
maniera intollerabile.
Terapia
d'urto con corticoidi
Per
il trattamento di attacchi assai attivi in corso di connettiviti
e vasculiti cosi' come per la terapia di evoluzioni refrattarie
di artriti reumatoide e per il trattamento della nefrite
lupica progressiva e' stato tentato in casi disperati un
trattamento cortisonico ad altissimo dosaggio e di breve
durata.
Con
un grammo di metil-prednisolone in rapida infusione ripetuto
per tre-cinque giorni si e' raggiunto generalmente un sostanziale
miglioramento della sintomatologia delle malattie reumatiche
flogistiche, che dopo questa terapia d'urto o pulse-therapy
puo'
mantenersi per alcune settimane.
Il successivo fabbisogno di corticoide per il trattamento
della
flogosi sistemica rimane sostanzialmente piu' basso di quanto
non
fosse prima dell'applicazione della terapia d'urto.
Purtroppo
questo trattamento non appare in tutti i casi esente da
pericoli. Sono state descritte complicazioni settiche prolungate
e talvolta addirittura ad esito letale come conseguenza
di una
massiccia immuno-soppressione. Sincopi cardiache acute vengono
ricondotte ad alterazioni dell'equilibrio elettrolitico.
Possibili sono anche turbe nervose centrali come emiplegia,
ischemia transitoria e psicosi.
Sotto
terapia d'urto con corticoidi sono state descritte necrosi
ossee, turbe in senso diabetico del ricambio ed emorragie
gastro-
intestinali.
Nel
complesso questa pulse-therapy ad alto dosaggio dovrebbe
costituire un intervento fulmineo riservato al trattamento
degli
gli attacchi di connettiviti e artrite reumatoide con coinvolgimento
viscerale, per la tema delle descritte possibili complicanze.
Un utilizzo di breve durata e a basso dosaggio di corticoidi
in
genere non appare gravato dal rischio di complicanze. Nella
terapia protratta invece in relazione a dose e durata
compaiono i
rilevanti effetti collaterali riportati nella.
Dai
possibili effetti collaterali dei corticoidi si evincono
le controindicazioni in presenza di malattie quali
infezioni e
ulcera gastrica.
I
pericoli di una immuno-soppressione riguardano anche l'azione
pro-infettiva esemplificata dalla riattivazione di focolai
tubercolotici. Percio' durante una terapia protratta a base
di corticoidi sono necessari controlli radiologici di routine
dei polmoni a cadenza annuale. Si dovrebbe sempre intraprendere
il tentativo di una riduzione della dose in presenza di
un muglioramento della sintomatologia e in questa congiuntura
possono essere utili somministrazioni aggiuntive di antiflogistici
non steroidei.
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Principali
effetti collaterali della corticoterapia.
Sindrome di Cushing Atrofia
cutanea
NNR-Atrofia
Atrofia muscolare,Miopatia
Ulcera
gastrica,duodenale Vasculiti
Osteoporosi
Diabete mellito
Necrosi
ossee Turbe psichiche
Turbe
dell'accrescimento Alterazioni oculari
Indebolimento
delle difese -cataratta
anti-infettive (tubercolosi!) -glaucoma
"Pseudoreumatismo"
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All'atto
pratico si raccomanda di accertare la dose di corticoidi
necessaria dopo interruzione della somministrazione dei
FANS,
riducendo lentamente una dose di cortisonici piuttosto elevata
(per esempio da 10 a 7,5 fino a 5 mg di prednisone) e quindi,
dopo la messa a punto della dose, con somministrazione aggiuntiva
di FANS diminuire ancora la dose necessaria di cortisonici
L'impiego
di ACTH permette di incrementare la secrezione
fisiologica di cortisone mediante la stimolazione della
ghiandola
surrenale, ma non trova utilizzo abituale per la difficolta'
di
regolare la secrezione corticosurrenale : in piu' esso rende
necessaria la pratica regolare di iniezioni; una remora
aggiuntiva e' costituita dall'aumento della secrezione mineral-
corticoide indotta dall'ACTH.
Di
grande valore in Reumatologia sono inoltre le iniezioni
intra-
articolari di cortisonici.
Assiomi
per la terapia cortisonica :
1.
Non piu' a lungo del necessario
2. A dosi moderate quanto possibile.
3. Somministrazione unica orale mattutina (ore 8).
4. Nessuna iniezione intra-muscolare
5. Nessun preparato ritardo.
6. Nessun preparato in combinazione.
7. Attenzione ai rapporti dose-equivalenti!