La
valutazione clinica del paziente è importante, oltre
che per la diagnosi, per cogliere modificazioni nel decorso
della malattia. Solamente la valutazione clinica nel tempopermette
di verificare miglioramenti o peggioramenti del decorso
e risposte alla terapia
Coinvolgimento extra-articolare
L'AR è una malattia sistemica e durante il decorso,
in alcuni malati, possono essere coinvolti organi, apparati
e sistemi extra-articolari.
Noduli reumatoidi
Sonocaratterizzati,
istologicamente, da un'area centrale di necrosi fibrinoide
contornata da cellule linfoidi ed istiociti epitelioidi
(simili a quelli granulomatosi) e da una reazione fibroblastica
dell'area periferica. Rappresentano l'esito di microvasculite
del tessuto sottocutaneo e sono localizzati generalmente
in sede periarticolare
(spesso reperibili in prossimità dei gomiti). La
consistenza varia dal
duro-elastico (simil-cistico) a duro-calcifico (osseo),
a seconda del momento evolutivo. In fase iniziale possono
scomparire e ricomparire con scarsa correlazione all'andamento
della malattia.
a.
Generalmente sono presenti in casi severi, evolutivi di
AR;
b. Molti pazienti dimostrano FR+ ad elevata concentrazione
nel siero;
c. La terapia con Methotrexate può causare un incremento
delle sedi di noduli.
Infezioni
a. Spesso correlate alla terapia
- Vasculiti
- Polmone reumatoide
- Amiloidosi
- Dislocazione Atlanto-occipitale e compressioni bulbari
Come già descritto, le cause più
frequenti di morte per Artrite Reumatoide non sono direttamente
dipendenti dalle localizzazioni dell'artrite. L'esposizione
cronica degli endoteli vascolari alle citochine, agli immunocomplessi
e ai prodotti della infiammazione, accelerano i processi
arteriosclerotici. Il sistema cardiovascolare dei pazienti
con AR a lungo attiva, presenta lesioni aterosclerotiche
avanzate, appannaggio, in genere, di soggetti con età
ben più avanzata. Ciò rende ragione della
precoce comparsa di accidenti cerebro-cardio-vascolari in
misura maggiore rispetto ai soggetti non artritici. Si afferma,
per questi motivi, che i malati di AR hanno una ridotta
aspettativa di vita, rispetto alla popolazione generale.
Da qui l'importanza di impostare precocemente una valida
terapia anti-reumatica, finalizzata non solo alla prevenzione
dell'invalidità articolare, ma anche alla rimozione
dei fattori di rischio aterosclerotico.
Nel processo infiammatorio articolare vengono coinvolte
le strutture periarticolari: tendini, ligamenti, capsula
articolare. Conseguono dislocazioni articolari ed altre
deformità, con anchilosi secondaria ai processi di
rimodellamento osseo.
Le
caratteristiche di esordio e di evoluzione dell'Artrite
Reumatoide sono assai diverse tra soggetti colpiti.
Ogni malato, si può dire, ha la sua malattia. Tuttavia,
a prescindere dalle particolarità di ogni singolo
individuo, si possono descrivere sintomi e segni comuni.
Nella fase precoce (esordio, early disease):
a. tumefazione e dolore bilaterale e simmetrico delle piccole
articolazioni;
b. coinvolgimento prevalente delle mani, polsi, gomiti,
ginocchia, piedi;
c. il coinvolgimento delle spalle, caviglie, anche e collo
(articolazione atlo-assiale) si può osservare generalmente
negli stadi più avanzati della malattia;
d.rigidità (± dolore) al risveglio mattutino,
di durata prolungata (oltre 1 ora) che si riduce con il
movimento e riscaldamento delle articolazioni;
e.febbricola, malessere e astenia non sono infrequenti.
Nelle
fasi più avanzate dell'AR, oltre ai sintomi e segni
già descritti, possonocomparire:
a. contratture in flessione e deformità articolari:
- deformità a "boutonniere": flessione
dell'articolazione
inter-falangea prossimale (IFP);
- deformità a "collo di cigno": iperestensione
della IFP con flessione dell'articolazione IFD;
b. coinvolgimento di organi e apparati extra-articolari:
- noduli reumatoidi cutanei;
- interstiziopatia nodulare polmonare;
- secchezza oculare ed episclerite;
- sindromi da compressione di
nervi periferici (frequente la Sindrome del tunnel carpale);
- pleuriti o pericarditi;
- vasculite sistemica;
- amiloidosi generalizzata;
- anemia da infiammazione cronica (ferritina incrementata);
- arteriosclerosi con tutte le conseguenze cerebro-cardio-vascolari.
- La causa non è conosciuta. La genesi della malattia
è probabilmente multifattoriale.
Si ritiene che esista una predisposizione genetica allo
sviluppo della malattia (terreno genetico predisponente).
Le caratteristiche genetiche di questi soggetti li predispongono
ad una alteratab risposta immunitaria a taluni agenti ambientali
(virus, batteri, ecc.), con innesco di reazioni infiammatorie
"a catena", non controllate dallo stesso sistema
immunitario.
L'infiammazione tende ad auto-mantenersi, sganciandosi,
in modo non controllato, dalle cause che l'hanno provocata.