PREVENZIONE
La nozione della progressione dell'osteoporosi con l'età
impone un approccio preventivo precoce basato su regole
di igiene di vita. Sono necessari uno stile di vita sano,
un'attività fisica regolare e una dieta ricca di
calcio. Sotto questo profilo la prevenzione dell'osteoporosi
maschile non differirebbe da quella dell'osteoporosi femminile.
Intatto resta il valore del fattore ereditario, su cui non
è possibile influire. La razza nera è per
esempio meno soggetta ad ammalarsi di osteoporosi.
Tuttavia, una prevenzione può in taluni casi essere
prevista durante l'accrescimento o in età giovanile,
quando si forma lo scheletro. Nell'accrescimento l'alimentazione
deve coprire il necessario apporto giornaliero di calcio,
che non deve essere inferiore a 1 grammo al dì;
notoriamente
il latte e tutti i prodotti caseari. Molti altri alimenti
ricchi di calcio diventano importanti soprattutto per chi
non tollera il latte e i suoi derivati a livello intestinale.
Fra questi alcuni tipi di verdure e di legumi ceci, fagioli
e lenticchie), alcuni prodotti ittici (sardine, polpo e
gambero), alcune carni, nonché la frutta secca (noci,
mandorle e altri).
Durante la fase dell'accrescimento e dello sviluppo dello
scheletro l'esercizio fisico risulta essere fondamentale
per il conseguimento di un buon capitale osseo. Gli stimoli
meccanici esercitati sull'osso per l'attività fisica
stimolano direttamente l'attività degli osteoblasti,
che
sono le cellule deputate alla crescita della massa ossea.
Conoscere i fattori di rischio è importante al fine
di una corretta prevenzione .
|
Fattori di rischio
|
| Fattori
associati a un rischio
di frattura
elevato |
Fattori
di rischio di
frattura indipendenti dalla massa ossea |
| Pregressa
frattura osteoporotica |
Età |
| Familiarità
per fratture osteoporotiche |
Abuso
di benzodiazepine |
| Fumo
di sigaretta |
Uso
di anticonvulsivanti |
| Uso
di corticosteroidi o morbo di Cushing |
Scadenti
condizioni di salute |
TERAPIA
1 Il trattamento dell'osteoporosi maschile è tuttora
empirico e si basa sulla riduzione dei sintomi e sull'identificazione
delle cause sottostanti. I riferimenti consolidati anche
per l'osteoporosi maschile sono innanzitutto il calcio e
la vitamina D: una supplementazione quotidiana di 1 g di
calcio e di 800 UI di vitamina D riduce il rischio di frattura
nella popolazione anziana, sia maschile che femminile.
La compresenza nell'osso di recettori androgenici ed estrogenici
suggerisce ulteriori strategie di intervento. Nella donna
è noto che gli estrogeni e i "selective estrogen
receptor modulators" (SERM) quali il raloxifene riducono
la perdita di massa ossea e funzionano nella prevenzione
primaria e secondaria di fratture. L'estradiolo sembra
influenzare la massa ossea maschile più dei livelli
di testosterone circolante. È stato inoltre ipotizzato
l'impiego dei SERM anche nell'osteoporosi maschile. Nell'osteoporosi
secondaria a ipogonadismo può essere efficace una
terapia sostitutiva con testosterone. In alcuni studi il
testosterone è stato utilizzato anche in pazienti
senza ipogonadismo, ma il suo reale beneficio in tali pazienti
deve essere ancora dimostrato. La dose iniziale è
di 100 mg/die per le prime 2 settimane, seguita da 200 mg/die
per le successive due settimane. Ci si aspetta un incremento
del 5% della densità ossea vertebrale al primo anno
di terapia. Nei pazienti trattati sono necessari controlli
periodici dei livelli di testosterone, colesterolo ed enzimi
epatici.
4 I bisfosfonati costituiscono una classe di molecole che
trovano indicazione nella prevenzione e nella terapia dell'osteoporosi,
anche se alcuni studi suggeriscono il loro impiego solo
nell'osteoporosi secondaria ad alto turnover osseo, come
nei pazienti sottoposti a
trattamenti steroidei.
Essi agiscono specificamente inibendo i processi di riassorbimento
osseo e bloccando quindi la disgregazione del tessuto osseo
alla base dell'osteoporosi. Questi farmaci possono essere
assunti per via orale o per via intramuscolare. L'assunzioneper
via orale (lontano dai pasti) può tuttavia risultare
associata a qualche problema diintolleranza (esofagite).
La somministrazione di clodronato per via intramuscolare
esercita
un'azione analgesica comprovata da diversi studi. Numerosi
altri studi hanno evidenziato l'efficacia dei bisfosfonati
nel bloccare la perdita di massa ossea correlata all'osteoporosi.
Un aspetto fondamentale affinché tale terapia possa
essere efficace consiste in una corretta assunzione del
farmaco e nel protrarre la terapia per lungo tempo.
Di recente Orwoll e coll. hanno dimostrato che 10 mg/die
di alendronato sono in grado di incrementare la massa ossea
di uomini osteoporotici.Tuttavia la riduzione delle fratture
rimane
un obiettivo non definitivamente dimostrato poiché
la presenza di significatività statistica è
legata alle diverse modalità di valutazione delle
fratture vertebrali.
Vi sono dati incoraggianti in entrambi i sessi sull'impiego
del paratormone. Nell'uomo è stato dimostrato che
il suo utilizzo in pazienti con osteoporosi a basso turnover
incrementa la massa ossea vertebrale e femorale.Tuttavia,
resta ancora da chiarire quanto il paratormone sia efficace
nella prevenzione delle fratture.
Altri
suggerimenti per la terapia dell'osteoporosi maschile vengono
dagli studi di genetica: è stato infatti dimostrato
che il deficit di aromatasi, determinato geneticamente,
ha un ruolo determinante nella patogenesi dell'osteoporosi
maschile, perché questo enzima trasforma
a livello tissutale il testosterone in estradiolo.