Borreliosi
Condroprotezione
Artrosi
Artrite Reumatoide



 

 

 


Osteoporosi
maschile


EPIDEMIOLOGIA


L'osteoporosi è una malattia dal grande impatto sociale che, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e del conseguente incremento delle sue complicanze, prime fra tutte le fratture di femore e quelle vertebrali, negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore
importanza. L'osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della componente proteica e minerale dell'osso, con conseguente alterazione della microstruttura dello scheletro. Si manifesta con un andamento progressivo e con un'elevata predisposizione alle fratture; tale predisposizione si deve alla diminuita consistenza dell'osso nonché ad altre alterazioni delle proprietà meccaniche dell'osso, che diventa più fragile.

Esistono varie forme di osteoporosi. Il tipo più frequente colpisce il sesso femminile ed è definito postmenopausale; l'osteoporosi non è però una malattia esclusiva del sesso femminile. Si è sempre ritenuto che il sesso maschile avesse una struttura ossea più resistente
rispetto alla donna e che quindi, nel corso degli anni, fosse più protetto dalla lenta e progressiva perdita di massa ossea.Tuttavia, sebbene durante il corso della vita l'uomo non presenti una modificazione ormonale critica nota con conseguenze rapide sull'osso, come
accade invece nella donna in menopausa, nella tarda età il rischio di essere affetto da osteoporosi aumenta notevolmente anche nel sesso maschile. Studi recenti indicano che, negli USA, più di 4,5 milioni di uomini sono colpiti da osteoporosi circa 100.000 di questi muoiono ogni anno a causa delle complicanze della malattia.

In Italia i pazienti di sesso maschile sarebbero oltre un milione e, secondo studi recenti, essi renderebbero conto del 30% di tutte le fratture di femore e del 20% delle fratture vertebrali
da osteoporosi.


La perdita di osso nell'uomo inizia tra i 40 e i 50 anni, con una perdita ossea annua di circa l'1%. Intorno ai 75 anni l'uomo ha una perdita ossea pari al 15-40% dell'osso trabecolare e al 5-15% dell'osso corticale.
L'architettura dell'osso è comunque meglio conservata nell'uomo rispetto alla donna in postmenopausa, e questo comporta una maggiore resistenza strutturale dell'osso maschile in rapporto a pari densità ossea. L'osteoporosi maschile è ancora poco conosciuta e, di conseguenza, la sua epidemiologia è basata su stime di massima. Si tratta comunque di un fenomeno che tende sempre più a espandersi in rapporto soprattutto al progressivo invecchiamento della popolazione.
Nei Paesi dell'Unione Europea si registra una frattura all'arto inferiore per effetto dell'osteoporosi ogni 30 secondi. Secondo stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2015 sarà colpito da osteoporosi approssimativamente il 20% degli uomini americani.
La proiezione dei dati disponibili fa presumere che nei prossimi 2 decenni si potranno verificare in Italia circa 14.000 casi di fratture di origine osteoporotica, un numero destinato ad aumentare fino ai 21.000 casi del 2050.

EZIOPATOGENESI


Attualmente gli studi vertono non solo sui meccanismi che portano all'osteoporosi maschile, ma anche sulle differenze tra lo scheletro maschile e quello femminile. È stato ampiamente dimostrato che per il normale turnover osseo nell'uomo sono necessari sia
gli estrogeni che gli androgeni. In generale la fisiologia dell'osso maschile è simile a quella dell'osso femminile, ma un'importante differenza risiede nel livello degli ormoni gonadici. Il testosterone possiede un effetto anabolizzante a livello osseo; a livello dei tessuti periferici esso viene convertito in estrogeni i quali prevengono l'eccessivo riassorbimento osseo. Gli estrogeni svolgono nel metabolismo osseo maschile un ruolo analogo a quello svolto
nel metabolismo osseo femminile, come dimostrato nei rari casi di deficienza dell'enzima che converte il testosterone in estrogeni. In questi casi, infatti, i pazienti di sesso maschile mostrano osteoporosi e una statura eccessiva, quest'ultima dovuta a un ritardo della saldatura
della cartilagine metafisaria. Il testosterone, inoltre, incrementa la massa muscolare, aumentando quindi indirettamente la densità ossea. I livelli di testosterone dovrebbero essere sempre misurati negli uomini con osteoporosi, anche in assenza di altri sintomi di ipogonadismo.

Bisogna comunque sempre considerare che sia negli uomini che nelle donne vi è una componente genetica; tuttavia, mentre nella donna la malattia si manifesta principalmente in seguito alla menopausa, quindi intorno ai 50 anni, negli uomini essa si manifesta intorno ai
60 anni. Altre cause possono portare a una perdita accelerata del contenuto minerale osseo e, tra queste, la scarsa attività fisica, la ridotta esposizione ai raggi solari, un'alimentazione povera di calcio, l'abuso di alcool, il fumo di sigaretta e l'assunzione di cortisonici.

METODICHE DIAGNOSTICHE

Per quanto riguarda le metodiche utilizzate nella diagnosi della malattia, attualmente non sono state individuate indagini specifiche per gli uomini;
di conseguenza, per la diagnosi dell'osteoporosi maschile è necessario fare riferimento ai parametri diagnostici messi a punto per l'osteoporosi
femminile, per valutare se essi siano attendibili anche nell'uomo.
Esistono vari sistemi diagnostici per conoscere lo stato e la consistenza delle ossa .

 

 

 

Valutazione della densità ossea

Tecniche Sedi
RX
SPA
DPA Appendicolari
DEXA Colonna
QCT Scheletro in toto
QUS
QMR

 


Uno dei sistemi più sicuri e attendibili è la MOC
o mineralometria ossea computerizzata a raggi X
(DEXA).


Va ricordato che:


Per la OMS (OMS, 1994), la diagnosi di osteoporosi si basa sulla valutazione della densitometria ossea raffrontata a quella
media di donne adulte sane (picco di massa ossea). L'unità di misura è
rappresentata dalla deviazione standard dal picco medio di massa ossea (T-score) o dal valore medio di soggetti di pari età e sesso
(Z-score) .

Definizioni diagnostiche secondo i
valori densitometrici in T-score
(secondo la OMS)



T-score Diagnosi
Maggiore o uguale a -1 Normale
da -1 a -2,5 Osteopenia
Minore o uguale a -2,5 Osteoporosi
Minore o uguale a -2,5 e con frattura OP Osteoporosi
conclamata

 

La misurazione in un sito qualunque dello scheletro
è un valido indice predittivo del rischio di frattura
in tutte le altre sedi (Consensus Development
Conference, 1993).


È stato osservato che il rischio di frattura inizia ad aumentare con valori
densitometrici di T-score = -2,5.

I siti scheletrici valutabili con tecniche densitometriche sono:
- il radio prossimale
- il femore prossimale
- la colonna lombare

Il "total body" non è mai stato validato per il rischio di frattura.

 


La densitometria della colonna lombare è più sensibilealle modificazioni longitudinali, ma è poco accurata nei soggetti anziani per l'interferenza di osteofiti vertebrali e calcificazioni extra-scheletriche. Anche la QUS (quantitative ultrasound densitometry) è una metodica utile per la diagnosi precoce di osteoporosi e ha il vantaggio di essere non invasiva, non radiante, poco costosa e facile da usare. Per quanto riguarda il turnover osseo, è stato dimostrato che la sua velocità è strettamente correlata alla velocità di perdita della massa ossea (Garnero e coll., 1996) e che si tratta di un fattore predittivo indipendente
del rischio di frattura (Akesson e coll., 1993). Da qui l'importanza della sua valutazione.

 

Marker di formazione ossea

 

 

Siero




Urine
Fosfatasi alcalina totale Idrossiprolina non dializzabile
Isoenzima osseo
della fosfatasi alcalina
 
Propeptide
C-terminale
del collagene I
 
Osteocalcina  
   
Marker di riassorbimento osseo
Fosfatasi acida tartrato-resistente Idrossiprolina totale e dializzabile
Acido gamma- carbossiglutammico Piridinolina e
desossipiridinolina
Idrossiprolina totale Glicosidi idrossilisina

 

Tratto da OSTEOPATIE M E T A B O L I C H E HIGHLIGHTS

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Testi a cura di: Patrizia Monteforte, Laura Buffrini, Guido Rovetta

Redazione: Alessandra Mazzone Design copertina e impaginazione: Studio Sismondo - Roma
Stampa: Grafiche Milani - Segrate (MI) Edizione Riservata Promedica Gruppo Chiesi per i Sigg. Medici
Fuori commercio La medicina è una scienza in perenne divenire. Nelle nozioni esposte in questo volume si riflette lo
"stato dell'arte", come poteva essere delineato al momento della stesura in base ai dati desumibili dalla letteratura
internazionale più autorevole. È soprattutto in materia diterapia che si determinano i mutamenti più rapidi: sia per
l'avvento di farmaci e di procedimenti nuovi, sia per il modificarsi, in rapporto alle esperienze maturate, degli
orientamenti sulle circostanze e sulle modalità d'impiego di quelli già in uso da tempo. Gli Autori, l'Editore e quanti altri
hanno avuto una qualche parte nella stesura o nella pubblicazione del volume non possono essere ritenuti in
ogni caso responsabili degli errori concettuali dipendenti dall'evolversi del pensiero clinico; e neppure di quelli materiali
di stampa in cui possano essere incorsi, nonostante tutto l'impegno dedicato ad evitarli. Il lettore che si appresti ad
applicare qualcuna delle nozioni terapeutiche riportate deve dunque verificarne sempre l'attualità e l'esattezza, ricorrendo
a fonti competenti e controllando direttamente sui foglietti illustrativi allegati ai singoli farmaci tutte le informazioni
relative alle indicazioni cliniche, alle controindicazioni, agli effetti collaterali e specialmente alla posologia.
Finito di stampare nel mese di maggio 2002

 

 

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