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Artrite Reumatoide



 

Criteri ARA per l’artrite reumatoide :


1- Rigidità mattutina
Rigidità mattutina articolare o periarticolare per almeno 1 h prima prima del miglioramento massimo

2- Artrite di 3 o più articolazioni

Almeno 3 articolazioni con rigonfiamento dei tessuti molli o versamento articolare (non solo esuberante crescita ossea) osservati da un medico; le 14 possibili articolazioni interessate sono: interfalangee prossimali, metacarpo-falangee, polso, gomito, ginocchio, caviglia, metatarso-falangee

3- Artrite delle mani

Artrite delle articolazioni del polso, metacarpo-falangee, interfalangee prossimali

4- Artrite simmetrica

Simultaneo interessamento di aree articolari da ambo i lati del corpo ( per le interfalangee prossimali, le metacarpo-falangee e le metatarso-falangee la simmetria può non essere assoluta)

5- Noduli reumatoidi

Noduli sottocutanei in prossimità delle prominenze osse, sulle superfici estensorie,o in regioni iuxtaarticolari osservati da un medico

6- Fattore reumatoide sierico

Dimostrazione di livelli patologici di fattore reumatoide nel siero utilizzando qualsiasi metodica i cui risultati siano positivi in meno del 5% dei soggetti normali di controllo

7- Alterazioni radiografiche

Alterazioni radiologiche tipiche per artrite reumatoide (erosioni o decalcificazioni iuxtaarticolari) alle mani e ai polsi, in proiezione anter-posteriore; le alterazioni osteoartrosiche non soddisfano questo criterio



Ai fini classificativi occorre la presenza di almeno 4 criteri su 7.
I criteri 1 e 4 devono essere presenti per almeno 6 settimane

La diagnosi di AR non presenta particolari difficoltà quando il quadro clinico è conclamato. In presenza di un soggetto che presenta dolore e tumefazione bilaterale, simmetrica e stabile,
da oltre 6 settimane, di piccole articolazioni delle mani (metacarpo-falangee, inter-falangee prossimali) e dei polsi, con prolungata rigidità mattutina, è possibile porre, con scarsa probabilità di errore, la diagnosi di AR. La presenza nel siero del fattore reumatoide (presente in circa il 70% dei casi) e l'osservazione radiologica di lesioni tipiche, rende certa la diagnosi. Il riscontro di noduli reumatoidi è generalmente possibile nei casi evoluti e nei soggetti con elevate concentrazioni sieriche del fattore reumatoide. Più difficile, invece, diagnosticare l'AR di recente insorgenza (poche settimane), soprattutto quando questa ha un esordio subdolo (con periodi di remissione spontanea alternati a riacutizzazioni artritiche) e sono poche le articolazioni colpite (oligoartrite). In questi casi si impone un attento e stretto monitoraggio del paziente che impedisca ogni ritardo della diagnosi.
Anche nei casi ove la diagnosi pare facile, è buona norma considerare i sintomi, i segni clinici e di laboratorio finalizzati alla esclusione, in diagnosi differenziale, di altre condizioni reumatiche, quali le connettiviti e altre poliartriti croniche. Il Fattore Reumatoide (FR) può essere rilevato nel siero di soggetti senza Artrite Reumatoide.


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